“LU TRI DI MAIU” A CANICATTI’

 

 Il 3 di maggio, festa del Crocifisso, era a Canicattì l’occasione di una grande festa popolare, – lu Tri di Maiu – particolarmente sentita nello storico quartiere di Borgalino, teatro dell’evento, tra sacro e profano, che si celebrava e si celebra tuttora, sia pure in maniera diversa. “Un tempo la festa cominciava con una pittoresca rietina, una sfilata per le vie della città di tantissimi muli e cavalli sfarzosamente bardati” – ci informa lo storico “ufficiale” di Canicattì, Diego Lodato. Tuttavia della tradizione della festa qualcosa è rimasto anche oggi: “solenne ancora è la processione del pomeriggio” – afferma Lodato – “con le vare del Crocifisso e dell’Immacolata, che un tempo erano seguite da portatori di lunghi ceri adorni di fiori”. Durante la processione si recitava in casa un rosario sui generis, scandito da questa preghiera: Arma mia,/ pensa pi tia: /pensa c’hai a muriri. /Munti ribellu/s’avi a ribellari, /lu nemicu ‘nfernali /t’avi a scuntrari/ e tu ci ha’ diri: /«Vattinni, brutta bestia ‘nfernali, /ca cu mia nun ci hai a chi fari, /ca lu iornu di la Santa Cruci /aiu dittu milli voti: Gesù, Gesù, Gesù…» E a questo punto si rispondeva: Santa Cruci, aiutatini Vu, cui segue il coro a dire per dieci volte: Gesù; e quindi si comincia di nuovo con Arma mia…   Di una tradizione profana ci racconta Vincenzo Sena, ideatore del sito Il Punto Due (www.ilpuntodue.it): “Lu Tri di Maiu era la festa tipica di Borgalino,” – sottolinea Sena. “Qui,  per quella occasione in numerose bettole e osterie (putii di vinu), oltre al vino, durante la festa si consumavano carciofi bolliti e moltissime uova sode, e e si faceva letteralmente a gara a chi mangiava  e beveva di più”. Rimane ancora l’usanza di preparare uova sode, che vengono ancora consumate il giorno della festa, una festa che parla di personaggi semplici e di un mondo che non c’è più.

Di Domenico Turco – TUTTI I DIRITTI RISERVATI@

“LU TRI DI MAIU” A CANICATTI’ultima modifica: 2011-05-03T12:43:00+02:00da domenicoturco
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