8 MARZO. UN INVITO A RIFLETTERE…

8 Marzo, una data che può significare tanto, o poco. Dipende, come cantava qualcuno nell’anno 2000, più di dieci anni fa. Già, dipende. Abbiamo tante scelte di fronte a noi: possiamo ignorare che oggi sia la giornata delle Donne, o degradarla al rango di festa mondana e frivola. Oppure possiamo cogliere l’occasione per riflettere su quella che un tempo si chiamava questione femminile, oggi più viva ed attuale che mai, ma che una certa apatia politica tende a soffocare o a mascherare d’altro.

Eppure il problema non è risolto, tutt’aitro.

Nel corso degli anni abbiamo incontrato tante storie straordinarie di donne che con il loro esempio hanno contribuito alla crescita della coscienza planetaria. Donne che non hanno esitato a condurre le loro battaglie, a costo di perdere la libertà, come Ingrid Betancourt o Aung San Suu Kyi, o addirittura la vita.

Celebre è il caso della martire laica Benazir Bhutto, donna politica assassinata nel 2007 per aver dedicato tutta la  sua breve vita alla difesa degli ideali democratici, in una terra come il Pakistan dove non c’è ancora un completo rispetto dei diritti umani, calpestati spesso in nome di una fraintesa comprensione della religione, utilizzata sovente come arma ideologica dagli integralisti  islamici.

Benazir Bhutto è e sarà sempre un’icona non solo del femminismo ma dell’intera umanità per aver osato abbattere tante barriere. Quando penso a lei, non mi soffermo sul dramma, sul tragico epilogo, ma sulla speranza che storie come la sua si lasciano dietro come tracce di luce che segnano il cammino a tutti, ma principalmente alle donne e a chi abbraccia la loro causa ideale.

Il cuore accelera il battito se solo rifletto sulle altre storie che si potrebbero raccontare, storie di elevazione e riscatto, sicuramente, però spesso di emarginazione, dolore o solitudine. Storie di Donne violate, maltrattate, tradite dalla società, ingannate. Donne con disabilità, penalizzate doppiamente, in quanto di sesso femminile e in quanto vittime di un handicap e dei relativi pregiudizi.Sono tante le narrazioni che possiamo e dobbiamo elaborare, nella teoria e nelle pratiche di vita, al fine di festeggiare-celebrare un  8 marzo diverso, un 8 marzo “pensante” che ci  accompagni nel resto dell’anno verso una rinnovata consapevolezza della questione femminile e delle strategie per risolverla. Io ritengo che si possa fare, e voi?

Domenico Turco per ROSSO & NERO

8 MARZO. UN INVITO A RIFLETTERE…ultima modifica: 2011-03-08T13:28:00+01:00da domenicoturco
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