GURDJIEFF: LA QUARTA VIA

L’insegnamento di Gurdjeff riguardava i vari aspetti della realtà oggettiva e della realtà soggettiva, psicologica o, per essere più precisi, spirituale, che intendeva liberare dalla dimensione inautentica che imprigiona l’uomo in una meccanica routine negatrice del valore profondo della vita.

La concezione gurdjieffiana consiste nella sintesi di diversi atteggiamenti e prospettive spirituali tradizionali, dal Cristianesimo all’Islam, dal Buddhismo all’Hinduismo,  al fine di raggiungere la meta di una liberazione dalle influenze fuori e dentro di noi. 
Gurdjieff parla di una quarta via che supera e nello stesso ingloba i percorsi seguiti dal fachiro, dal monaco e dallo yoghi, che sono rispettivamente la prima, la seconda e la terza via.

La prima via è rappresentata significativamente dalla condotta esistenziale del fachiro, individuo che radica la sua spiritualità sull’istinto e la corporeità, simbolo di ogni ascesi che usa il dolore fisico e la mortificazione del corpo come mezzo mistico orientato alla conoscenza del divino, tramite un superamento della sofferenza.
Diversamente dalla via del fachiro, quella del monaco è una spiritualità contemplativa, psicologica e sentimentale, non a caso dominata dalla fede, la quale richiede innanzitutto forza nelle potenzialità evolutive della coscienza.
La seconda via viene definita la più agevole e certa, per chiunque sia deciso a sceglierla, tuttavia non è da tutti percorrerla, in quanto presuppone determinate condizioni.
La via dello yoghi conduce alla comprensione e all’autocoscienza. Sperimentando la terza strada nel cammino verso il risveglio  lo yoghi rinuncia a tutto, e principalmente a sé stesso, si annulla in una devozione religiosa estrema.

Queste tre vie o modelli di esistenza – del fachiro, del monaco, e dello yoghi – pur essendo molto efficaci, col passare dei secoli sono diventate sempre più distanti dall’uomo della strada, ormai incapace  persino di comprendere a livello teorico le varie forme di ascesi, figuriamoci di metterle in pratica! L’intuizione di Gurdjieff è quella di una tecnica ascetica pensata per i tempi moderni, di una quarta via. Essa ha il vantaggio di consentire al singolo di vivere la sua vita di tutti i giorni, di non ritirarsi in nessun eremo, esternamente, ma di intraprendere un percorso di cambiamento interiore, reso possibile dall’operare un intenso lavoro su sé stessi, che ha come fine nient’altro che la liberazione assoluta dai vincoli e dalle influenze di un’esistenza meccanica, da automa umano, per raggiungere la comprensione, l’unica facoltà umana capace di condurci a Dio. Per Gurdjieff solo la comprensione può condurre ad essere, mentre la conoscenza è solo una presenza di passaggio.
 

GURDJIEFF: LA QUARTA VIAultima modifica: 2008-11-15T18:56:34+01:00da domenicoturco
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