AIUTATE NOI DISABILI E I NOSTRI GENITORI

COORDINAMENTO NAZIONALE
FAMIGLIE DISABILI GRAVI E GRAVISSIMI

Appello per interventi legislativi
a favore dei portatori di handicap
e delle loro famiglie

Per firmare la petizione collegatevi al sito www.futurosemplice.org

IL NOSTRO APPELLO

Non chiediamo soldi
Non chiediamo pietà
Non chiediamo assistenzialismo

CHIEDIAMO SOLO ATTENZIONE!

Siamo le famiglie di disabili gravi.
In un Paese dove la pensione anticipata è stata “regalata” a molte categorie, da anni sono ferme in Parlamento proposte di Legge per la concessione del prepensionamento a coloro che assistono i propri familiari disabili gravi.
La gravità, quando si parla di handicap, non è un termine generico ma presuppone una speciale condizione, certificata in base ad una visita collegiale, che comporti l’impossibilità per il disabile di compiere “gli atti quotidiani della vita”.
Queste persone, se non vengono aiutate, non sono in grado di lavarsi, vestirsi, nutrirsi o partecipare alla vita sociale. Nella maggior parte dei casi il disabile in condizioni di gravità dipende completamente dalla famiglia che si occupa di lui e quando egli raggiunge la maggiore età e perde quindi la possibilità di partecipare alla vita scolastica, la sua stessa famiglia (spesso monogenitoriale) si trova di fronte a scelte terribili: lasciare il lavoro (senza aver raggiunto l’età della pensione) e vivere di assistenzialismo o affidare il proprio figlio ad un Istituto-lager di cui è tristemente ricca la cronaca di tutti i giorni. Troppo spesso abbiamo anche assistito alla disperazione di genitori che, senza un’opportunità degna di questo nome, preferiscono uccidere il proprio figlio ed uccidersi.

In un Paese che si ritenga civile abbiamo il dovere di offrire a queste famiglie una nuova possibilità: il prepensionamento!

Vi chiediamo quindi di aiutarci a sensibilizzare la classe politica italiana perché questa vitale necessità trovi presto una risposta.
Con questo scopo abbiamo avviato la raccolta di firme per una Petizione Popolare che invita le istituzioni a legiferare sul PREPENSIONAMENTO di coloro che assistono un familiare disabile grave.


ADERISCI ANCHE TU… FIRMA E INVITA A FIRMARE
GRAZIE

www.futurosemplice.org

AIUTATE NOI DISABILI E I NOSTRI GENITORIultima modifica: 2007-12-14T12:14:43+01:00da domenicoturco
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3 pensieri su “AIUTATE NOI DISABILI E I NOSTRI GENITORI

  1. Se solo potessi avere la capacitá di comprendere come alcune cose accadono. Se solo avessi la facoltá di entrare nella coscienza della gente. Se solo potessi capire il perché delle cose!!!…
    Entrando in classe ogni giorno vorrei poter capire ma, sforzandomi, nonostante tutto il mio buon impegno, non ci riesco; per una come me che, ha scelto questo mestiere (insegnante di sostegno e curricolare di scuola elementare e medie- superiori), per vera passione, che non si fa intimorire dalle continue insofferenze e insoddisfazioni dei colleghi… A volte mi rendo conto peró che iniziando la giornata a scuola é veramente come incominciare una scalata e, ogni giorno c’é una vetta sempre piú ripida e difficile da scalare, piena di tortuositá. Per prima cosa l’impatto con qualcosa che fa paura, che non conosci, che non te lo sai spiegare .
    Quella bimba che ti guarda con quei suoi grandi occhi verdi, che ti chiama ma, allo stesso tempo ti scaccia come se tu fossi per lei un pericolo. La sua mente lo crede, i suoi gesti inspiegabili, spesso violenti e repentini lo dimostrano. La sua psiche fragile come un fuscello che si sta per spezzare ne é la testimonianza, il suo volto che a volte sorridente a volte invece incupito da non so quale velo nero, mi crea cosí turbamento perché non capisco, non riesco a rendermi conto della sua situazione del momento. Paura, sgomento, timore del male e del dolore questi sono i miei sentimenti, di quel qualcosa che non si riesce a spiegare, tipico forse delle persone molto sensibili, come me.Perché, mi chiedo, perché Dio? Perché un bimbo deve poter sopportare di vivere in questo modo? Perché questa vita per lui? Cosa c’é dietro?. Odio il mio non poter far niente. Inerme, questo sono. Dopo questo mio sfogo mi chiedo se la scuola sia preparata in questi casi. Io credo proprio di no, perché nonostante il buon impegno di tutti gli insegnanti, noi non siamo spesso pronti o istruiti per questo carico. Perché mi chiedo l’integrazione dei bambini disabili é cosí fatta? Perché le famiglie SPESSO vengono lasciate allo sbando? Infatti molte volte questi bimbi, figli veramente di un Dio minore mi chiedo, hanno alle spalle delle situazioni familiari spezzate, fragili, dove anche lí il disagio é insormontabile. Dove sono i servizi? Giá, noi abbiamo i nostri bellissimi figli, agghindati con i migliori vestiti all’ultimo grido, che fanno mille attivitá sportive, avranno sicuramente un futuro pieno di gioie e di glorie; “guarda invece quella povera bimba! Quanto é sfortunata!”Probabilmente le famiglie spesso avranno delle colpe ma ,quale madre non darebbe la propria vita per il figlio, quale padre vedendo con i propri occhi che il figlio non é proprio come se lo aspettava non prova nel profondo del cuore un dolore cosí lacerante da lasciare per sempre in sé delle cicatrici. Dove siamo tutti noi? La societá? I servizi sanitari? Soprattutto in presenza di persone che non sono in grado di autogestirsi e di curarsi. Voltiamo le spalle a questa e a mille altre cose.Dov’é lo spirito di fratellanza, ormai sotto i piedi. Come posso fare per svolgere al meglio il mio lavoro se sono sola, anche psicologicamente. Questo mio é uno sfogo di dolore e di paura, di un qualcosa che non si conosce. Vorrei poter sollevare un caso affinché qualcuno di competenza capisse e facesse comprendere a tutti che sarebbe opportuno un migliore utilizzo delle risorse umane che in questo caso sono gli insegnanti di sostegno che a volte ahimé! svolgono un servizio di “badantaggio” a discapito spesso di bambini meno gravi che potrebbero recuperare e superare i deficit che pur se presenti verrebbero risolti, mi riferisco a casi di dislessia, disgrafia, ritardo mentale lieve, bimbi stranieri con difficoltá linguistica che spesso rimangono indietro non perché non sono capaci ma per il loro bagaglio linguistico povero . Quindi il sistema scolastico e tutto l’apparato organizzativo e didattico-pratico, in presenza di handicap gravissimi dovrebbe essere rivalutato, rivisitato e riformato forse anche con la collaborazione degli addetti ai lavori che ogni santo giorno si recano a scuola e operano sul campo toccando con mano il dolore e la sofferenza altrui.

    Angelina Surace
    docente scuola elementare ist. compr. Bruno da Osimo
    Osimo (AN).

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