G. SINGH: “LUZI A BELFAST”

Pubblico qui di seguito la recensione appena scritta al libro dell’amico Ghanshyam Singh “LUZI A BELFAST”, opera di grande interesse, dedicata a ricostruire il trimestre di insegnamento di Mario Luzi presso la Queen’s Elizabeth University di Belfast, ma anche documento della grande amicizia tra Singh e Luzi.

Recensione di Domenico Turco

Luzi a Belfast (Campanotto Editore, Pasian di Prato, Udine, giugno 2007),  è il titolo dell’ultima fatica letteraria del poeta, critico e traduttore inglese di origine indiana Ghansyam Singh, professore emerito della Queen’s Elizabeth University di Belfast, che ha avuto fra l’altro la fortuna di conoscere da vicino Ezra Pound e  altri importanti poeti e scrittori del Novecento, come Eugenio Montale, Sergio Solmi e Vittorio Sereni. Il volume che qui si presenta è un significativo omaggio alla figura e all’opera di Mario Luzi, uno dei maggiori poeti di sempre, a cui Singh era legato da profonda amicizia. Singh invitò Luzi a Belfast nella sua università per tenere un ciclo trimestrale di conferenze (tuttora inedite) su  Dante, Cavalcant i, Petrarca, Foscolo, Leopardi e Montale. La Queen’s University segnò questo avvenimento conferendo la laurea honoris causa a Luzi. 
Per ricordare l’amico, lo scrittore anglo-indiano riunisce alcune poesie e saggi critici a lui dedicati, unitamente alle prefazioni a quattro opere di Singh scritte dallo stesso Luzi. Il risultato è molto interessante in sé, e non soltanto per il carattere di omaggio postumo riservato al grandissimo poeta fiorentino. Si tratta infatti di poesie straordinarie, in cui la memoria s’intreccia con la cronaca e l’autentica ispirazione lirica, e di saggi critici di eccellente qualità, veramente rivelativi sia dell’arte e della personalità di Luzi ma anche, inaspettatamente, di Singh, che si apre a squarci autobiografici intensi e commuoventi. Illuminanti le pagine critiche volte a stabilire analogie e differenze tra Mario Luzi e Thomas Stearns Eliot, i due principali poeti cristiani del Novecento, che tuttavia vivono la loro condizione di credenti in maniera del tutto diversa. Questo saggio di G. Singh è un esercizio di critica davvero impedibile per chi ama la poesia e i poeti, uno straordinario modello di come debba condursi un’analisi letteraria degna di tale nome.
Invitiamo tutti a leggere Luzi a Belfast, quale documento  utilissimo a ricostruire la fisionomia di un poeta molto noto e tuttavia non ancora conosciuto abbastanza da chi ama la poesia, e nel contempo come diario di un’amicizia pluriennale, troncata purtroppo dalla scomparsa di Luzi. Senatore a vita solo per pochi mesi, ma grande poeta per sempre… 

G. SINGH: “LUZI A BELFAST”ultima modifica: 2007-10-01T12:34:58+02:00da domenicoturco
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