INTORNO A POUND

Destra e sinistra, se intese banalmente come liberalismo e come collettivismo, sono fallite entrambi, occorre ripensare la politica partendo dall’etica, e non viceversa, come spesso, fin troppo spesso, accade.

La terza via del Comunitarismo è anti-ideologica, è un percorso spirituale che vuole innescare altri valori, altre utopie, altri orizzonti di vita e di pensiero. Il Comunitario va verso la verità e la giustizia, rifugge dagli idoli alla moda, e si impegna su tutti i fronti non per costruire un mondo nuovo, ma per ricostruire quello vecchio. Il Comunitarismo è una prospettiva di ampio respiro, che si pone contro il sistema senza invocare rivolgimenti rivoluzionari ma proclamando la scelta di campo in favore di un’economia socializzata, finalmente libera dalla soffocante morsa dell’Utile, dell’affarismo fine a sé stesso.

L’umanità affonda sempre più nel caos dei tempi ultimi, nell’inquietante abisso del Kali-yuga, l’Età oscura. Il credo di questa età quasi del tutto secolarizzata è la religione falsa e bugiarda del Dio Denaro, l’eresia dell’Usura capitalistica giustamente sferzata da Ezra Pound nelle sue eloquenti opere, dedicate in gran parte ad esporre la sua originale versione di socialismo corporativo a base non-marxista, è doveroso precisarlo, ma radicato su alcune esperienze ed insegnamenti del Mondo della Tradizione.  Pound si ricollega in maniera autonoma a questo mondo, e quindi  ad Aristotele e alla teologia cristiana, che condannavano senza appello l’Usura, ravvisando in essa un peccato “contra naturam”, e definita anche dal grande poeta come “una tassa prelevata sul potere d’acquisto senza riguardo alla produttività”, e neanche alla stessa possibilità di una produzione moralmente connotata. Il moralismo poundiano applicato all’economia può avere una matrice religiosa rigorosamente cristiana, legata alle origini quacchere della sua famiglia.

Rifacendosi ai trattatisti medioevali, Ezra Pound associa al termine Usura un significato molto esteso, che non indica solo il prestito a interesse praticato illegalmente, ma si applica più generalmente a qualsiasi attività economica dalla quale si tragga un profitto dovuto al lavoro o al sacrificio di altri e non al proprio. In questo senso, anche il Capitalismo è una forma di Usura, per quanto Pound non lo condanni in assoluto, polemizzando soprattutto contro il sistema bancario, da un punto di vista etico-spirituale.

Manifesto della concezione poundiana sono i Cantos, poema postmoderno in cui l’Usura viene rappresentata come un terribile morbo che contamina le sorgenti stesse della vita, una cupa fiamma che consuma ogni più piccola speranza di rigenerazione morale e spirituale: “[…]CON USURA/la lana non giunge al mercato/e le pecore non rendono/peggio della peste è l’usura, spunta/l’ago in mano alle fanciulle/e confonde chi fila[…]”.

L’Usura è un male profondo, che simboleggia il negativo, l’aridità e la morte del Bello, del Bene e del Vero: “[…]usura soffoca il figlio nel ventre/ arresta il giovane amante/cede il letto a vecchi decrepiti,/si frappone tra giovani sposi[…]”.  

L’Usura indica un rapporto perverso tra l’uomo e le cose, in cui l’economia, l’elemento materiale, sovrasta l’etica, il piano spirituale grazie al quale la persona si emancipa dalla condizione di individuo, di macchina biologica isolata, per ritrovare se stesso, fino a sentirsi parte integrante della comunità, luminoso raggio di una luce più vasta che lo trascende. 

INTORNO A POUNDultima modifica: 2007-07-31T10:59:33+02:00da domenicoturco
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