ADDIO AL TEMPO DELLE CILIEGIE

Addio al tempo delle ciliegie  (Giuntina, Firenze 2007) è l’evocativo titolo dell’ultimo libro della scrittrice ginevrina Sylviane Roche, la sorprendente autobiografia immaginaria   (ma basata su una figura reale, che è il padre dell’autrice) di Joseph Blumenthal, ebreo parigino di origine polacca, che,  giunto in veneranda età, decide di fare il bilancio della sua esistenza, particolarmente ricca di avvenimenti. Uomo calato nel reale, nella concretezza di tutti i giorni, Jo ha vissuto intensamente e in prima persona tutte le tragedie del secolo scorso traendo tuttavia da questi eventi un impulso positivo che lo ha condotto all’impegno politico nelle fila del Partito comunista francese, sulla base di forti motivazioni ideali. La passione ideologica di Joseph Blumenthal è ispirata sostanzialmente dal proposito utopistico ma non troppo di contribuire a migliorare il mondo, testimoniando una fede civile che assume quasi una coloritura messianica.  Ma il “compagno Jo”, più che come militante politico, si racconta soprattutto come uomo, con tutte le debolezze e le fragilità che appartengono al bagaglio personale di ognuno di noi. Il carattere di confessione privata, intimistica, convive con i ricordi di un passato terribile e tormentato. Blumenthal ha subito sulla propria pelle le atrocità del Nazismo, colpevole di aver inghiottito nel mare magnum della Shoah i genitori e la sorella Rosalie di appena tre anni, mentre lui si trovava a Buchenwald, da cui riuscì a sopravvivere per miracolo. Ma questo non era stato il suo primo, tragico appuntamento con la Storia: infatti appena diciassettenne aveva partecipato alla Guerra civile spagnola, e qualche tempo dopo era entrato nel maquis, la Resistenza francese. Vissuto in povertà, come semplice operaio, la svolta della sua vita è legata all’invenzione di un particolare macchinario tessile che lo rende ricchissimo.  Piuttosto complicata, la sua vita sentimentale è stata dominata da tre donne: la prima moglie Anna, Solange, sua compagna-amante per un biennio e causa del suo temporaneo allontanamento dal Partito al quale era iscritto, e la seconda moglie, Camille. Ma l’autobiografia di Joseph Blumenthal non è rivolta solo al passato, e anzi le vicende di ieri si mescolano a quelle di oggi, alle storie del fratello –unico superstite della sua famiglia – , dei figli e dei nipoti, in un intreccio a intarsio che comunque alla fine risulta molto coerente e convincente. Non a caso, l’aspetto che più colpisce di questo libro è la sensazione di autenticità che sapientemente la Roche riesce a trasmettere al lettore, grazie ad una scrittura “mimetica” che riproduce in maniera introspettiva il linguaggio del pensiero con rara maestria. Inoltre l’opera porta con sé un messaggio di apertura agli altri e di speranza per il futuro, che non deve venire mai meno,  neanche in tarda o in tardissima età, come nel caso del compagno Jo, il quale, pur senza essere affatto una persona religiosa, estrinseca una profonda religiosità immanente, consacrata all’Umanità come supremo  punto di riferimento. Per questo grande messaggio di solidarietà universale, e per moltissime altre ragioni che rinunciamo ad esporre per scelta di brevità, Addio alle ciliegie è un libro da non perdere, un libro che fa testo, rappresentando un potente  antidoto contro la banalità di tanta narrativa contemporanea.  

ADDIO AL TEMPO DELLE CILIEGIEultima modifica: 2007-07-31T10:57:57+02:00da domenicoturco
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento