LA NATURA DELL’ESSERE

So per certo che non può esservi nessuna semplicità nelle leggi senza numero che decretano la Natura metafisica dell’Essere, semplicità  inadeguata a render conto della complessità di ogni cosa che partecipa delle leggi dell’universo, e del suo movimento incessante, ineffabile, talvolta così fluttuante da diventare estremamente pericoloso. L’Essere è una situazione, o una fonte miracolosa di possibilità, che si svolgono all’infinito? Tentiamo una risposta, che nel contempo è una non-risposta in realtà, perché in luogo di definire, amplia prospettive, apre oceani, anzi sistemi solari, universi. L’Essere è piuttosto una sorgente prodigiosa, ma nel senso che fa sorgere qualsiasi tipo di struttura. Un’altra veduta attribuirà all’Essere modalità o caratteri differenti.

La pressoché inesauribile ghirlanda di metafore utili ad individuare il volto dell’Essere me ne suggerisce una in questo momento. Che cos’è l’Essere? È quieta, magmatica ed incommensurabile Visione Generale, generatrice d’infinite immagini,  una Energia poliforme e luminosa che non si accende né in alcun modo si estingue, e che si comporta in modo diverso per rispetto alle fonti di luce cui siamo abituati nel mondo reale. Questa Visione, che è visibile e invisibile, reale ed illusoria, può essere definita poeticamente una fiamma imperitura che scintilla nell’oscurità, al di fuori del tempo-spazio, cerchio magico che individua e serra in  forma distinta le azioni aventi luogo nell’universo fisico.

La matrice originaria dell’esistente, l’Essere, è qualcosa di simile ad un Perenne Diluvio Cosmico, dove invece di acque scorre un fuoco permanente soggetto a metamorfosi continua, un fuoco che non brucia.  Essere è la rosa mistica o il loto della sapienza orientale, i suoi petali ci circondano ed il nulla che scorgiamo è in realtà una illusione scambiata per verità, “intuibile” nel gioco dei nostri sensi pietrificati, ma non come ciò che ci viene suggerito dall’INTUIZIONE, quella forza impetuosa capace di risvegliare assopite coscienze secolari, i cui messaggi maturano nel purissimo limo che ha nome esperienza, indistinguibile e caotico.

Non è la sensazione a generare i fiori metallici dell’intelletto, è piuttosto vero il contrario: quelli che sembrano dei fragili e transitori segni di una bellezza tutto sommato effimera, sono promesse sincere di una gloria più che terrena, più che mondana, più che orizzontale, più che contingente. La sensazione, quel flusso indistinto che ci proviene nel contatto con le cose che formano il mondo dell’esperienza concreta, il mondo della scoperta parziale e della certezza relativistica e personale, la sensazione è semplicemente una porta di accesso alla Verità, ma purtroppo è solo una di una lunga sequenza che non ha, non può conoscere veramente punto d’arrivo o Fine.

Domenico Turco per Rosso & Nero

 

 

 

 

 

LA NATURA DELL’ESSEREultima modifica: 2007-06-28T12:20:00+02:00da domenicoturco
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