GURDJIEFF: VITA E PENSIERO

Georges Ivanoviĉ Gurdjieff venne al mondo il primo  gennaio del 1877 (secondo il calendario ortodosso ) ad Aleksandropol’, in  Armenia, città conquistata da poco dalla Russia degli ultimi zar. Il padre di Gurdjieff era greco (il cognome originario della famiglia, Georgiades, lo conferma). Ex ricco proprietario di numerose greggi, si ridusse in seguito in miseria a causa di una grave epidemia che colpì gli armenti. Diventò falegname, alternando a questa professione l’attività di cantastorie e poeta. Nell’autobiografia Incontri con uomini straordinari Gurdjieff parla del padre come un grande esempio di onestà e saggezza.

Educato nella fede cristiana ma in un ambiente sincretistico in cui convivevano diverse culture spirituali, Gurdjieff  intraprese una serie di pellegrinaggi e viaggi in Asia – giunse persino in Mongolia e in Tibet – Africa ed Europa.
Nel 1913 arrivò a Mosca, con il proposito di dar vita a un centro basato sulle sue esperienze religiose e di vita a contatto di molti cercatori di verità. Per l’incombere della Rivoluzione d’Ottobre (1917) Gurdjeff fu obbligato a spostarsi prima a Tiblisi, in Georgia, e poi a Costantinopoli (odierna Istanbul). Nel 1922, dopo una brevissima trasferta in Germania, a Berlino, il centro creato da Gurdjeff trovò una sede definitiva nel Prieurè, un castello nelle campagne di Fontainebleau, presso Parigi. Sorse così l’Istituto per lo sviluppo armonico dell’uomo, una comunità internazionale formata da persone semplici o di cultura che volevano apprendere i fondamenti della dottrina del loro maestro Gurdjieff, il quale peraltro non si sentiva depositario di nessuna scienza perfetta, ma un cercatore di verità.
“Io insegno che quando piove le strade si bagnano”, amava dire il grande armeno, con questo affermando socraticamente una nuova forma di maieutica adatta all’uomo moderno.
Quello di Gurdjieff non era un sapere dogmatico, ma piuttosto una tecnica pratica  per conseguire il sapere, da lui inteso come risveglio o illuminazione secondo i dettami della tradizione.

Gurdjieff non inventò nulla di originale, il che potrebbe sembrare a prima vista un demerito, in un’epoca afflitta da una parossistica ansia del nuovo come la nostra; in realtà è esattamente il contrario: il suo pensiero è radicato nella tradizione, e come tale non può essere identificato con l’attualità di teorie astratte, di carattere filosofico, ma con la perennità di una prospettiva di autoconsapevolezza spirituale che è patrimonio della coscienza planetaria. 
Il fatto di privilegiare i temi tradizionali non è segno di reazione, ma di reale evoluzione dell’uomo, che solo ritrovando le ragioni del mistero di cui parlano tutte le antiche religioni e dottrine può far ritorno in sé stesso. Nel 1924 Gurdjieff fondò una succursale del suo Istituto negli Stati Uniti; qui divulgò i suoi movimenti ispirati alle danze dei dervisci sufi, accompagnato da musiche composte in collaborazione con Thomas De Hartmann. Al ritorno in Francia ebbe un rovinoso incidente d’auto, da cui si salvò per miracolo, e che gli provocò una crisi di coscienza, acuita dalla scomparsa della moglie e della madre.  Gurdjieff rinunciò a trasmettere il suo messaggio in maniera diretta solo agli allievi, come un autentico Socrate dell’età moderna, per indossare i panni di scrittore, autore del ciclo Tutto ed ogni cosa, formato dal romanzo-trattato I racconti di  Belzebù al suo piccolo nipote, dall’autobiografia Incontri con uomini straordinari – che rimane il suo capolavoro – e dal saggio La Vita Reale.
Nei difficili anni della II Guerra Gurdjieff operò a Parigi, in  Rue des Colonels Rénard, dove riceveva ristretti gruppi di allievi. Morì nel 1949, un anno dopo aver ripreso le attività intraprese prima del conflitto.

 

GURDJIEFF: VITA E PENSIEROultima modifica: 2007-06-07T18:05:00+02:00da domenicoturco
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2 pensieri su “GURDJIEFF: VITA E PENSIERO

  1. Nel grande schema delle cose che in realtà ottenere un B- per lo sforzo e il duro lavoro . Esattamente dove effettivamente mi ha confuso finito per essere sui fatti . Per come la massima va, il diavolo è nei dettagli … E non potrebbe essere molto più corretto in questo articolo . Detto questo , permettetemi che vi dica che cosa esattamente ha fatto il lavoro . La creazione può essere piuttosto coinvolgente e questo è probabilmente il motivo per cui sto prendendo uno sforzo per commentare . Io non ne facciano una regolare abitudine di farlo . In secondo luogo, nonostante il fatto che posso facilmente notare i salti nel ragionamento si arriva con , sono sicuramente non sicuro di come ti sembra di collegare i dati che producono la conclusione . Per ora deve sottoscrivere il vostro punto , ma la fiducia nel futuro effettivamente collegare i punti migliori. Raccogliere maggiori informazioni
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