WALCOTT, “IL POETA”

Derek Walcott (Castries, Saint Lucia, 1930),  è un poeta e scrittore nato nelle Antille, noto principalmente per le sue opere poetiche e teatrali in lingua inglese. L’altro idioma usato in alcuni lavori minori è il patois creolo della sua terra natale, l’isola di Saint Lucia. Ho scoperto la poesia di Walcott, a mio avviso il più grande poeta vivente, nel 1992, qualche mesetto dopo il conferimento del Nobel per la letteratura. La lettura di Mappa del Nuovo Mondo fu una rivelazione, per la sorprendente possibilità di trasformare la realtà in sogno, il mondo in miracolo. Mi sembrò subito una poesia meravigliosa e soprattutto miracolosa, che per gli elevati standard di qualità mi ricordava gli amatissimi Yeats, Eliot, Pound, Montale, Borges, Neruda, Quasimodo, Thomas. L’opera di Derek Walcott si diversifica considerevolmente da quella di altri poeti contemporanei per l’estrema originalità, la grande fantasia visionaria e la presenza di temi metafisici radicati comunque su un piglio concreto, su una sorta di realismo immaginifico, si direbbe quasi di ispirazione dantesca, in grado di trasfigurare in correlativi oggettivi gli elementi naturali colti talvolta con sguardo ironico o drammatico. La scelta vocazionale a favore della metafisica da parte di Walcott è del resto dichiarata a chiare lettere con gli splendidi versi “Ma, come la cenere morta/È sollevata da un vento/Che soffia sui tizzoni anneriti della mente/I miei occhi ardevano per la prosa cinerea di John Donne”. L’influenza di Donne si evince dalla retorica barocca che dà in qualche modo il tono a tutta la poesia walcottiana, fatta di metafore iperboliche e fantasiose e stridenti ossimori. La predilezione per le immagini concrete che si fanno simboli di una realtà più profonda avvicinano Walcott al nostro Dante, citato già nella straordinaria lirica Preludio, scritta quando il poeta antillano aveva soltanto 18, anni nel 1948: “Finchè da tutto mi allontano per pensare come,/ Nel mezzo del cammin della mia vita,/Oh come giunsi a incontrare te, mio/ Riluttante leopardo dai lenti occhi”.    Derek Walcott è un autore unico, che sorprende, oltre che per il valore indiscusso delle sue opere, per la capacità davvero rara di creare una poesia universale (oggettiva) partendo da dati biografici, collegati alla sua terra nativa, le Indie Occidentali, dove storicamente si è realizzato un incredibile crogiolo di popoli, razze e culture. Lo stesso Walcott nel poemetto La Goletta Flight scrive, a proposito di un personaggio che può essere considerato il suo alter ego, “ho dell’inglese, del negro e dell’olandese in me/ sono nessuno, o sono una nazione”. Questa dichiarazione estremamente personale mette in luce quella molteplicità di origini etniche che identifica il grande poeta dei Caraibi, una vera e propria Babele  che alimenta l’opera di Walcott di un humus linguistico e letterario particolarmente ricco…

 

WALCOTT, “IL POETA”ultima modifica: 2007-05-23T17:55:00+02:00da domenicoturco
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4 pensieri su “WALCOTT, “IL POETA”

  1. Ciao,
    se vuoi ti mando un file con alcune delle sue poesie, che ho ricopiato manualmente come un monaco amanuense del Medioevo!

    Sono poesie veramente straordinarie, e ciò che scrivo è intimamente vissuto come fan del grande Derek.

    Cordialissimi e amichevoli saluti,
    Domenico Turco

    P.S.
    Ti invito a visitare il mio sito, http://www.mondo3.it, troverai delle cose molto interessanti…

  2. salve a tutti..
    ho scoperto Derek Walkott da pochissimo,prendendo spunto da un giornale e curiosando on line..ho letto poche poesie,di cui una,”il pugno” mi è piaciuta tantissimo..e anche le altre sembrano “compatibili”con i miei gusti. Prego tutti coloro che hanno più materiale in termini di poesia e attività letteraria circa questo autore di inviarmi qualcosa..ringrazio in anticipo i volenterosi!

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