“TERRA DESOLATA” E DINTORNI

Opera di grande letteratura, che rivoluziona il linguaggio narrativo tradizionale per la poesia, La terra desolata (1922) di T. S. Eliot si caratterizza per un’ambiguità di fondo tra mondo moderno e mondo della Tradizione. La civiltà occidentale, dopo le distruzioni della Grande Guerra, viene presentata per flash e frammenti, secondo il modello del poema-collage suggerito e poi fatto proprio, da Ezra Pound, “il miglior fabbro”, a cui è dedicato, fra l’altro, il capolavoro eliotiano.  Tuttavia, rispetto  a Pound, Eliot privilegia dei motivi-guida di carattere esoterico e spirituale. In particolare, Eliot riprende i grandi temi della mistica tradizionale, già nelle prime battute de La terra desolata l’invocazione al Figlio dell’uomo rievoca infatti la complessa questione del Dio nascosto, che, paradossalmente, nel suo nascondersi si rivela. Ma Eliot si pone in conflitto con la stessa divinità, chiedendosi drammaticamente: Figlio dell’uomo/ Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto/un cumulo d’immagini infrante…   In un momento di sconforto il poeta anglo-americano contesta il dogma dell’onniscienza divina, nonostante ciò, nella stessa Terra desolata risuona l’imperativo “venite all’ombra della roccia rossa,” che è poi la Chiesa , secondo il simbolismo evangelico che la vuole Pietra di Cristo, rossa in quanto macchiata dal sangue del Redentore  e dei primi martiri, intesa da Eliot come comunità cristiana universale e trasversale.

 La trasformazione interiore, assoluta, del martire è identificata con la metamorfosi, idea centrale delle antiche mitologie,  che Eliot aveva declinato in senso allegorico-simbolico  già nella lirica giovanile La morte di San Narciso, incentrata sul tema del martirio come sigillo dell’estremo sacrificio, quello della propria vita. La Terra desolata è attraversata da una mistica della Parola e della Luce prossima per certi aspetti a quella dell’evangelista Giovanni, e, in misura altrettanto notevole, riscontriamo parecchie citazioni riguardanti le religioni orientali. Il poema si conclude infatti con la formula di rito shantih shantih shantih, la “pace ineffabile” del nirvana buddhista. La Terra desolata non svolta nel vicolo cieco del nichilismo, perché tra le rovine dell’era postmoderna spuntano i fiori di un possibile e necessario riscatto…

 

“TERRA DESOLATA” E DINTORNIultima modifica: 2007-05-22T11:25:00+02:00da domenicoturco
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