L’ASCENSORE AL PINCIO

“L’ascensore al Pincio” (Quodlibet, Macerata 2006) è il titolo piuttosto emblematico di un romanzo breve del prof. Gaspare De Caro, edito da Quodlibet. Il noto accademico romano scende letteralmente dalla cattedra per raccontare la storia incredibile ma vera della sua famiglia. L’opera ci conduce indietro nel tempo, ripercorrendo alcune delle pagine più buie della nostra storia, nella fattispecie gli anni terribili della II Guerra Mondiale. Tutto è raccontato con accenti suggestivi e vibranti, peculiari di quel realismo lirico che costituisce la tonalità “media” del libro. Tra i vari personaggi di questa piccola saga familiare emerge prepotentemente la figura di Mario De Caro, padre dell’autore. Figlio illegittimo di un nobilotto calabrese stranamente di tendenze repubblicane, Don Benedetto, Mario vive una drammatica condizione di invisibilità. Pittore squattrinato, frequentatore di circoli esoterici , e fascistissimo, Mario non esiterà tuttavia ad accogliere nella poverissima casa l’amico ebreo Riccardo  per  salvarlo dall’Olocausto. Eroe per caso, Mario De Caro è simbolo di un’umanità dolente, sconvolta dall’enorme tragedia della guerra eppure mai rassegnata al peggio  L’ascensore al Pincio va segnalato principalmente per il messaggio di solidarietà umana che esprime. In tempi di crisi dei valori e indifferentismo etico questo libro è un potente antidoto contro la banalità del male  esaltata da esecrabili untori della coscienza collettiva.

L’ASCENSORE AL PINCIOultima modifica: 2007-05-21T18:35:00+02:00da domenicoturco
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