03/05/2011

"LU TRI DI MAIU" A CANICATTI'

 

 Il 3 di maggio, festa del Crocifisso, era a Canicattì l’occasione di una grande festa popolare, - lu Tri di Maiu - particolarmente sentita nello storico quartiere di Borgalino, teatro dell’evento, tra sacro e profano, che si celebrava e si celebra tuttora, sia pure in maniera diversa. “Un tempo la festa cominciava con una pittoresca rietina, una sfilata per le vie della città di tantissimi muli e cavalli sfarzosamente bardati” – ci informa lo storico “ufficiale” di Canicattì, Diego Lodato. Tuttavia della tradizione della festa qualcosa è rimasto anche oggi: “solenne ancora è la processione del pomeriggio” – afferma Lodato – “con le vare del Crocifisso e dell’Immacolata, che un tempo erano seguite da portatori di lunghi ceri adorni di fiori”. Durante la processione si recitava in casa un rosario sui generis, scandito da questa preghiera: Arma mia,/ pensa pi tia: /pensa c’hai a muriri. /Munti ribellu/s’avi a ribellari, /lu nemicu 'nfernali /t’avi a scuntrari/ e tu ci ha’ diri: /«Vattinni, brutta bestia ‘nfernali, /ca cu mia nun ci hai a chi fari, /ca lu iornu di la Santa Cruci /aiu dittu milli voti: Gesù, Gesù, Gesù...» E a questo punto si rispondeva: Santa Cruci, aiutatini Vu, cui segue il coro a dire per dieci volte: Gesù; e quindi si comincia di nuovo con Arma mia...   Di una tradizione profana ci racconta Vincenzo Sena, ideatore del sito Il Punto Due (www.ilpuntodue.it): “Lu Tri di Maiu era la festa tipica di Borgalino,” – sottolinea Sena. “Qui,  per quella occasione in numerose bettole e osterie (putii di vinu), oltre al vino, durante la festa si consumavano carciofi bolliti e moltissime uova sode, e e si faceva letteralmente a gara a chi mangiava  e beveva di più". Rimane ancora l’usanza di preparare uova sode, che vengono ancora consumate il giorno della festa, una festa che parla di personaggi semplici e di un mondo che non c’è più.

Di Domenico Turco - TUTTI I DIRITTI RISERVATI@

03/04/2011

LA SETTIMANA DELLA GIORNATA NAZIONALE UILDM

Tutto è cominciato il Primo Aprile, ma non è il classico  pesce! Si tratta della Settimana della Giornata Nazionale UILDM 2011, che si concluderà il 9 aprile dopo aver coinvolto in una grande festa di solidarietà più di cinquecento piazze italiane, con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore dell’Unione italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. Per l’occasione sono stati offerti dei particolari gadget pasquali, le farfalline di peluche dell’UILDM, ripiene di ovetti di cioccolato, in vendita a 5 euro l’una, soldi che serviranno a sostenere la ricerca, ma anche a creare delle strutture di cura per pazienti affetti dalle tante forme di distrofia, una patologia neuromuscolare che crea molti problemi sanitari e di mobilità.

I diversi eventi e le diverse iniziative hanno quest’anno un sapore speciale,  sia perché ricorrono i 150 anni della nascita della nazione Italia, che per la curiosa coincidenza di un altro compleanno.  L’UILDM compie infatti 50 anni!

Sorta a Padova nel 1961 ad opera di un gruppo di volontari-visionari,  l’Unione italiana Lotta alla Distrofia Muscolare sin da allora si batte per trovare una soluzione ad uno dei maggiori problemi di salute in assoluto, che costringe molte persone di tutte le età all’immobilità e ai relativi disagi da essa derivati. C’è ancora tanta strada da fare, ma occorre il contributo di tutti. In questo senso sono anche le nuove tecnologie a dare una mano: fino al 9 aprile sarà possibile  infatti mandare un  SMS al 45509 per donare 2 euro ai cellulari  TIM, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce e Tiscali. I più generosi potranno devolvere 5 o 10 euro chiamando da telefono fisso Telecom Italia, Fastweb e Tiscali. Per ulteriori informazioni sono disponibili i numeri:. 049/8024303 (Ufficio Stampa UILDM) e 338/7741839 (Direzione Operativa UILDM).

Tra i vari  progetti che si spera di realizzare a breve con i fondi della kermesse pro UILDM c’è la creazione del Centro Clinico NEMO Sud in quel di Messina.  Come si può leggere nel sito della UILDM “due sono gli obiettivi principali. Da una parte promuovere terapie cliniche e riabilitative volte a migliorare la qualità della vita delle persone affette da queste patologie, con interventi efficaci che mirino a limitare i danni causati dalla progressiva immobilità (retrazioni, difficoltà respiratoria, scoliosi). Dall’altra prevenire le stesse malattie neuromuscolari, grazie alla consulenza genetica e alla conseguente identificazione dei portatori sani di tali patologie, per informarli degli eventuali rischi.”

Il primo Centro Clinico NEMO (www.centrocliniconemo.it)è sorto all’interno del Niguarda di Milano, ed è gestito dalla Fondazione Serena, che riunisce UILDM, AISLA (Associazione italiana SLA), Fondazione Telethon e la già citata Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda. 

La nuova struttura messinese verrà incontro alle esigenze di chi vive al sud e soffre di patologie gravi come la distrofia muscolare e la SLA, e che finora non aveva di un punto di riferimento clinico d’eccellenza. Testimonial dell’iniziativa l’attrice Maria Grazia Cucinotta, protagonista dello spot che vi invita a fare quello che per voi è un piccolo gesto, ma che per noi pazienti affetti da malattie neuromuscolari significa tanto!

Domenico Turco

 

 

18:23 Scritto da domenicoturco in handicap e dintorni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

17/03/2011

BUON COMPLEANNO, ITALIA! 150 ANNI E NON LI DIMOSTRI!

ALL'ITALIA - POESIA D'AMORE

 

 

 

Italia mia, splendida e tormentata,

regina d’ineffabile bellezza

vestita del sangue di tanti martiri,

straordinari eroi di normalità,

guerrieri della luce nelle tenebre.

 

Italia del sole, delle sabbie ardenti

che incendiano gli occhi assetati d’oro,

Italia del dolore delle madri

raccolte intorno ai figli assassinati

in tempo di guerra o di finta pace.

 

Italia, quasi inferno e quasi cielo,

Italia del buio e dello splendore,

Italia mia, comunque, nonostante

l’incauta follia di amarti-odiarti

con la stessa rabbia, la stessa forza,

la stessa disperata intensità…

 

Italia mia, per te inseguo le stelle

sui sentieri baciati dalla luna                     

per te danzo in cerchio come le fate

ebbre nel cuore del bosco incantato

o il folletto pazzo di triste gioia,

stregato dalla Notte, maga oscura.

 

Per te, dolce Italia, terra d’estate,

canto la giovinezza e l’innocenza,

per te spero, perché speranza è gioia,

per te vivo, e continuerò a vivere

nella nuova stagione che verrà,  

alla conquista di altri sogni,

di altri azzurri domani…

 

Di Domenico Turco - TUTTI I DIRITTI RISERVATI@

08/03/2011

8 MARZO. UN INVITO A RIFLETTERE...

8 Marzo, una data che può significare tanto, o poco. Dipende, come cantava qualcuno nell’anno 2000, più di dieci anni fa. Già, dipende. Abbiamo tante scelte di fronte a noi: possiamo ignorare che oggi sia la giornata delle Donne, o degradarla al rango di festa mondana e frivola. Oppure possiamo cogliere l’occasione per riflettere su quella che un tempo si chiamava questione femminile, oggi più viva ed attuale che mai, ma che una certa apatia politica tende a soffocare o a mascherare d’altro.

Eppure il problema non è risolto, tutt'aitro.

Nel corso degli anni abbiamo incontrato tante storie straordinarie di donne che con il loro esempio hanno contribuito alla crescita della coscienza planetaria. Donne che non hanno esitato a condurre le loro battaglie, a costo di perdere la libertà, come Ingrid Betancourt o Aung San Suu Kyi, o addirittura la vita.

Celebre è il caso della martire laica Benazir Bhutto, donna politica assassinata nel 2007 per aver dedicato tutta la  sua breve vita alla difesa degli ideali democratici, in una terra come il Pakistan dove non c’è ancora un completo rispetto dei diritti umani, calpestati spesso in nome di una fraintesa comprensione della religione, utilizzata sovente come arma ideologica dagli integralisti  islamici.

Benazir Bhutto è e sarà sempre un’icona non solo del femminismo ma dell’intera umanità per aver osato abbattere tante barriere. Quando penso a lei, non mi soffermo sul dramma, sul tragico epilogo, ma sulla speranza che storie come la sua si lasciano dietro come tracce di luce che segnano il cammino a tutti, ma principalmente alle donne e a chi abbraccia la loro causa ideale.

Il cuore accelera il battito se solo rifletto sulle altre storie che si potrebbero raccontare, storie di elevazione e riscatto, sicuramente, però spesso di emarginazione, dolore o solitudine. Storie di Donne violate, maltrattate, tradite dalla società, ingannate. Donne con disabilità, penalizzate doppiamente, in quanto di sesso femminile e in quanto vittime di un handicap e dei relativi pregiudizi.Sono tante le narrazioni che possiamo e dobbiamo elaborare, nella teoria e nelle pratiche di vita, al fine di festeggiare-celebrare un  8 marzo diverso, un 8 marzo “pensante” che ci  accompagni nel resto dell’anno verso una rinnovata consapevolezza della questione femminile e delle strategie per risolverla. Io ritengo che si possa fare, e voi?

Domenico Turco per ROSSO & NERO

23/02/2011

L'ANTI-PROFETA

L’ANTI-PROFETA

 

Nessuna appartenenza, nessun vincolo,

nessuna legge eterna:

da qui deriva, limpida,

una verità nuova

proclamata a gran voce contro il buio.

 

Al cielo di cartapesta antepongo

quello che splende in me, azzurro e puro

di una purezza dura, diamantina,

paradiso che accende d’emozione

l’istante – come una scintilla rossa

chè dà fuoco alle braci della Vita…

 

Di Domenico Turco - TUTTI I DIRITTI RISERVATI@

21/02/2011

BELEN A SANREMO 2011: E' NATA UNA STELLA

Tra le tante piacevoli sorprese riservate agli spettatori del Festival di Sanremo c’è la nascita di una nuova stella; Belen. Finora la Rodriguez era nota al grande pubblico come ragazza-immagine mediatica (e telefonica), ed erano davvero in pochi a sospettare che la bella argentina avesse un’anima oltre che un corpo. E per scoprirlo ci voleva il palco dell’Ariston! In effetti spesso l’eccessiva avvenenza offusca il giudizio del pubblico. Esistono dei pregiudizi duri a morire, relativi alla classica velina bella statuina, utile a fini decorativi ma non in grado di sostenere fino in fondo le luci della ribalta. Belen sembrava destinata a questo ruolo, e invece ha sbaragliato le previsioni. E’ stata lei a vincere, e soprattutto a convincere! Un mix sconvolgente di fascino, talento artistico, simpatia, sensualità e grazia. Nata a Buenos Aires il 20 settembre 1984, e registrata all’anagrafe con il nome Maria Belèn Rodriguez Cozzani, , inizia ad operare come modella a soli   17 anni, a Miami, dove arriva ben prima di completare gli studi artistici e giornalistici con specializzazione nel campo dello spettacolo. Nel 2005 sbarca in Italia, lavora nel campo della moda e in televisione. Una lunga gavetta scandita da diversi programmi: La tintoria, in seconda serata su Rai 3, sempre a Rai 3, con Fabrizio Frizzi, e altri.  Il successo arriva con L’Isola dei Famosi, sesta edizione (2008), dopo la quale si affermerà come star della pubblicità e icona  sexy. Ma la sua  partecipazione a Sanremo 2001 sarà ricordata perchè  segna la tappa più significativa della carriera. Ha dato letteralmente luce al Festival, spiccando rispetto alla partner Elisabetta Canalis e al conduttore ufficiale Gianni Morandi per una maggiore versatilità, spigliatezza e capacità di stupire come showgirl.

 

Domenico Turco

20/02/2011

HANDICAP E (IN)CIVILTA'

Uno dei temi più spinosi e delicati della nostra società postmoderna riguarda la reale accoglienza di chi spesso viene ingiustamente classificato come diverso. La diversità è un valore importante se associata all’affermazione dell’identità personale, ma diventa qualcosa di negativo e pericoloso quando  si contrappone a un’idea corrente di normalità come criterio discriminante ed elitario che crea divisioni e fratture in seno alla collettività. Nel caso della disabilità osserviamo in maniera esemplare questo fenomeno di esaltazione dello scarto che separerebbe artificiosamente le persone in due categorie: normali da una parte, diversi dall’altra. Ma non mi stancherò mai di ripeterlo: normalità e diversità sono concetti relativi e fuorvianti, che concernono usi, costumi e abitudini esteriori, senza minimamente lambire l’essenza di una persona. Si è diversi e normali rispetto a chi? Chi vive una condizione di disabilità motoria, ad es., non si percepisce come diverso, né tantomeno come inferiore. Ha solo una limitazione fisica ma ciò non dovrebbe inficiare il pieno sviluppo della sua personalità nei vari ambiti. Vita sociale, affettiva, lavoro, tempo libero, viaggi e scoperte dovrebbero essere accessibili a chiunque, indipendentemente dal fatto che per muoversi si debba ricorrere ad ausili, stampelle, protesi, sedie a rotelle, etc… L’Handicap è un problema rilevante che coinvolge complesse dinamiche psico-sociali, sanitarie, ma soprattutto umane. Ribadisco quanto sostenuto in altre occasioni: il grado di civiltà di una nazione non si misura, a mio avviso, dal prodotto interno lordo o da altri parametri economico-finanziari, ma in base alla capacità di venire in soccorso agli ultimi, alleviandone le sofferenze. Utilizzando questo schema argomentativo, risulta evidente come l’Italia non meriti la patente di nazione civile. Come non merita l’aggettivo civile quel genitore che abbandona il figlio più debole al suo destino. Mi sconcerta l’atteggiamento giustificazionista dello status quo  che si va affermando sempre di più, il disabile sta bene, ha tutto, diritti, assistenza, cure. Lo Stato aiuta. E’ vero, sicuramente. Ma si tratta di un aiuto light, minimo, che non consente agli schiavi di liberarsi dalle catene. Cioè dalla possibilità di un'esistenza autosufficiente dal punto di vista economico, e come tale sganciata dall'ipoteca delle famiglie d'origine e degli istituti eufemisticamente detti "di cura", dove si sconta una sorta di forzata reclusione che sottrae dignità e libertà...

03/12/2009

ROSARIO E IL DRAGO - OMAGGIO A LIVATINO

C’era un ragazzo che faceva il giudice
nella terra dei limoni e dei lutti,
delle donne dolenti dietro ai feretri,
madri, spose e sorelle gentili
degli uomini caduti tra le grinfie.
del pazzo Killer  che chiamano Mafia.

Rosario non temeva
il ghigno della morte:
San Giorgio all’assalto del Drago ubriaco,
andava a testa alta
perché dalla sua parte
aveva la Giustizia
- la Musa degli Eroi, la Dea Severa
che guida i coraggiosi ad alte mete,
che segna come stella
il cammino dalla polvere al cielo.

Tra le mani stringeva il crocifisso,
spada di luce contro il nero nulla
– una massa indistinta di fantasmi,
lupi dal vello d’ululante notte
affamati d’esistenze innocenti,
Dracula assetati d’amaro sangue
raccolto sui greti dei vecchi fiumi
grondanti di foglie secche e cadaveri.

Rosario non si fermò: andò avanti
nonostante le trame del Nemico,
nonostante l’esercito di Morgoth
con le sue orde ingorde di contagio,
le colonie di mostri in sparsa schiera.


Soldato dell’Amore, il mio amico
non aveva paura,
non più del leone che assale la preda,
non più del falcone che azzanna il topo,
non più del genitore che difende il figlio,
non più di Gesù Cristo, al momento
dell’ultima battaglia d’Armagheddon.

Non aveva paura di varcare
i cancelli dell’Altrove, Rosario,
non aveva paura di morire:
e morì ucciso – dicono –  sconfitto
dal più triste dei paesi, l’Italia…

Morì  ucciso – dicono – ma non ci posso credere,
morì ucciso, -dicono – ma è uno scherzo!

Lui si è salvato, ha vinto sulla morte
a dispetto di quell’armata oscena
che cospira dietro cortine di nebbia
per tenere sotto scacco
l’isola degli oleandri,
dei lutti feroci
che fanno battere le mani al petto
alle vecchie madri e le scortano
al Vallo delle Ombre….

Rosario Livatino non è morto:
lo sanno tutti, muore chi è battuto,
lo sanno tutti, muore chi si arrende,
ma vive sempre, e continua a vivere,
poiché  si è alzato in piedi e ha detto “Prendimi!”,
quando l’Angelo degli Angeli, Mikhael,
lo afferrò con le ali e disse:
“lo voglio
al mio fianco
perchè senza paura!”.

By Domenico Turco

 

 

03/01/2009

LA STELLA DEI PROFETI

Passo dopo passo inseguo la stella
dei profeti: attraverso i sentieri
del mondo e mi ritrovo
solo, sempre più solo…

Recluso dentro il guscio
di lumaca dell’astratto pensiero
ma libero dalle maglie del tempo,
non temo l’indomabile Destino
- fiume in piena che scorre, e travolge
le cose nel suo viaggio verso il mare.
By Domenico Turco

24/12/2008

NATALE, TI ODIO!!!

E' tornato il Natale,
triste giorno di triste pioggia e falsa
allegria, maschera di un mondo oscuro,
groviglio d'illusioni colorate.

Non mi piace quest'aria sonnolenta,
l'irrequieto macerarsi nell'acqua
azzurra della calma e l'indolenza
del vivere che cambia con lentezza
lungo il binario del tempo crudele
scandito da stagioni senza luce,
lontane dal chiarore dell'amore.

Cerco qualcosa che non so, un sogno
o un miraggio residuo della notte,
fantasma del caos originale;
il silenzio è memoria del futuro,
memoria di una dura verità,
pietra incisa con sillabe di ferro
che affermano negando un altro verbo.

Chiederò a me stesso nuovi percorsi
da intraprendere per scampare al rogo
di una grigia esistenza,
mi rialzerò da un letto di macerie
per attraversare il mare del niente,
come Lazzaro vincerò la morte
per conquistare la seconda nascita...

Domenico Turco  www.mondo3.it e su Facebook (www.facebook.com)

1 2 3 4 5 6 7 8 Prossimo